Emergenza covid-19: si evolve il rapporto tra medici e farmacisti

Medici e farmacisti sono due figure della professione sanitaria fortemente sinergiche. Con il passare degli anni, il rapporto tra le due parti si sta evolvendo sempre di più, anche se ad oggi mancano ancora molti tasselli. Come definito quasi un secolo fa dal Testo Unico delle leggi sanitarie, regio decreto n.1265/1934, la legge vieta la possibilità ai medici di operare all'interno delle farmacie: oggi però sono proprio i farmacisti ad avanzare la richiesta di modificare questa normativa, al fine di ampliare la gamma di servizi messi a disposizione per i cittadini dalle farmacie italiane. Il rapporto tra medici e farmacisti è da sempre molto collaborativo e l'idea di fondo sarebbe quella di riuscire a far combaciare nei servizi offerti le competenze mediche a quelle farmaceutiche, andando a rinforzare ulteriormente la rete sanitaria territoriale.

Nella complicata situazione legata alla pandemia attualmente in corso, l'emergenza ha però fatto sì che queste due figure abbiano trovato per necessità maggiori punti di contatto: ad esempio, i farmacisti hanno avuto un ruolo chiave nella consulenza del paziente potenzialmente positivo, dando indicazione della corretta procedura da seguire, evitando di recarsi al pronto soccorso.

Emergenza covid-19: si evolve il rapporto tra medici e farmacisti

 

 

 

Le farmacie come filtro per gli ospedali

L'intento dei farmacisti è proprio quello di far comprendere alle istituzioni il ruolo sempre più cruciale delle loro strutture: è importante che emerga che le farmacie possono svolgere compiti sempre più collaborativi con le altre professioni del mondo della sanità. Vista anche la situazione di emergenza che stiamo vivendo e il carico che devono gestire gli ospedali, sono le stesse strutture sanitarie ad auspicare un maggiore coinvolgimento dei professionisti che operano nelle farmacie.

Proprio per questo diventa fondamentale creare le condizioni necessarie per far sì che le farmacie svolgano la funzione di “filtro” tra i cittadini e la rete ospedaliera. Il farmacista potrebbe, infatti, farsi portatore delle buone pratiche da seguire se un paziente presenta una sintomatologia che potrebbe essere ricondotta al Covid-19, assumendo così un ruolo cruciale nel flusso verso gli ospedali, che in diversi momenti di questa pandemia hanno vissuto crisi da sovraffollamento.

Il vero passo avanti sarebbe quello di mantenere un simile ruolo anche in condizioni non emergenziali, concentrandosi in modo particolare sui pazienti cronici, avendo ad esempio un ruolo attivo nel monitoraggio della corretta terapia.

I vaccini e il futuro

Emergenza covid-19: si evolve il rapporto tra medici e farmacisti

In merito alla questione della sinergia tra medici e farmacisti, attualmente il tema più caldo è rappresentato dai vaccini contro il Covid-19. Le istituzioni del sistema sanitario hanno lavorato insieme alle rappresentanze di categoria a favore della possibilità che la somministrazione degli stessi possa avvenire nelle farmacie. Secondo le più recenti disposizioni in merito, il Ministero della Salute ha dato, infatti, il via libera ai farmacisti per la somministrazione, a patto che seguano i corsi di abilitazione organizzati dall’Istituto Superiore di Sanità.

Ci si aspetta dunque che nei prossimi mesi le farmacie acquisiscano un ruolo determinante nell’accelerazione auspicata della campagna vaccinale, e saranno le strutture stesse strutture a gestire le prenotazioni. A riguardo, tuttavia, l’Accordo quadro fra il Governo e le parti coinvolte specifica che queste dovranno avvenire "secondo i programmi di individuazione della popolazione target previamente definiti dalle autorità sanitarie e seguendo i criteri di priorità".