L’Automazione in farmacia? Più tempo per i pazienti e “augmented humanity”

Augmented humanity

Permettere ai farmacisti di dedicarsi maggiormente ai pazienti senza inutili perdite di tempo per ricercare o sistemare i prodotti negli scaffali. É questo il vero obiettivo dell’introduzione dei sistemi di automazione nelle farmacie. In sostanza, il farmacista può avere maggiore tempo a disposizione per parlare con il paziente, spiegare le caratteristiche del farmaco aumentando così anche l’aderenza alla terapia. Infatti, i sistemi di automazione in farmacia erogano direttamente al farmacista i prodotti prescritti grazie ad un sistema di codici a barre: il venditore così non deve spostarsi tra gli scaffali. Non solo: il robot permette di avere un inventario costantemente aggiornato e di tenere le scadenze sotto controllo. Parliamo di tempo a disposizione delle attività di vendita che viene sottratto al riordino degli scaffali. Secondo Drugstorenews.com questa trasformazione permetterà ai farmacisti di ridurre i costi e aumentare, allo stesso tempo, le vendite.

 

 

 

Il concetto di augmented humanity

Augmented humanity

Il concetto che sta alla base dell’introduzione dell’automazione in farmacia per consentire una migliore customer experience al cliente si sposa bene con quello di augmented humanity. Un concetto approfondito sempre di più dai ricercatori che si occupano delle ripercussioni dell’introduzione della tecnologia nei vari ambiti delle attività economiche. Questo tema è stato spiegato in modo dettagliato anche nel white paper dal titolo “Il futuro del customer management: augmented humanity”, elaborato dalla School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Comdata. In altre parole, quando l’automazione intelligente aiuta davvero a migliorare le relazioni con il cliente il professionista dovrà sviluppare, grazie ad un’attività di formazione continua, capacità sempre più spiccate nel rispondere alle esigenze che il cliente gli presenta.

Tecnologie intelligenti per mettere l’uomo al centro

Sono sempre più numerose e sempre più utili le tecnologie di automazione intelligente che facilitano la relazione con il cliente. Per fare alcuni esempi, possiamo citare anche le applicazioni di machine learning, i chatbot e il mobile messaging. In ogni caso, tutte queste tecnologie hanno in comune la capacità di favorire le condizioni per un’esperienza customer-centrica. E in ogni caso, come ci ricorda il concetto di augmented humanity, sarà l’uomo a fare la differenza: perché ha a che fare con uomini ed è in grado, quindi, di compiere un salto di empatia che nessun algoritmo è in grado di innescare. Per questo possiamo parlare di augmented humanity per descrivere il lavoro di personale sempre più qualificato, in grado di garantire contatto umano in una relazione “aumentata” dall’utilizzo della tecnologia.